VIVERE COME API

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La città è il nostro spazio e non ne possediamo altri, scrive Perec, ma quando un luogo urbano diventa veramente nostro? E’ nelle crepe di spazi corrugati, polimorfi e mutevoli dell’orizzonte urbano, in una città reale ed immaginata alla luce di altri ideali (dall’ intercultura, alla pace, al fare-città….), che deve progredire l’evoluzione dei luoghi – nel dialogo – contro la perimetrazione degli spazi, contro le logiche di appartenenza identitaria che determinano chiusure e razzismi,visioni egocentriche ed escludenti,per contribuire invece a favorire una città permeabile,intessuta di trame relazionali, attraversata da socialità in movimento, dove le differenze diano luogo a dialogo e non più a processi di emarginazione.

 

http://www.oamarc.com

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